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giovedì 23 febbraio 2017


di Enrico Melasecche-consigliere comunale "I Love Terni"

La seduta di lunedì sul Teatro Verdi è in qualche modo storica, come il Teatro alla cui ricostruzione era dedicata. 

Innanzitutto ha visto la partecipazione di una società civile coesa verso un obiettivo comune, quello di richiamare la politica alle proprie responsabilità, dopo otto anni di balbettii, di errori, di valutazioni errate ma anche di danaro pubblico sprecato e gli interventi di associazioni culturali e di professionisti, anche di sinistra, come Stefano Bufi, assessore ai LLPP della prima Giunta Raffaelli, hanno prodotto un piccolo miracolo, quello di bocciare il percorso sconnesso ed ondivago fin qui seguito imponendo alla giunta un cambio di rotta deciso. 

Significativi anche gli interventi del musicologo Mastroianni degli architetti Ballarini e Leonelli, della presidente dell'associazione archeologica Maria Cristina Locci per conto dei numerosi associati ma anche, va detto, il contributo appassionato dell'ing. Giuseppe Belli storico rappresentante della Soprintendenza in Commissione edilizia ed ex Vice Presidente della Fondazione CARIT. 

L'assessore Bucari, all'incirca il settimo in ordine di tempo da quando il problema si è posto, aveva dichiarato due giorni prima di procedere per "riqualificare l'esistente" mentre ieri ha affermato che "non si farà il cinema-teatro". 

Salterà quindi la galleria del cinema post bellico che ricostruì alla meglio la famiglia Lucioli tornando comunque al teatro all'italiana. 

Se le parole hanno ancora un peso, poco non è. 
Manca lucidità sul come. Ha infatti dichiarato che si farà lo studio di fattibilità economica ed il progetto architettonico complessivo dopo aver concluso l'appalto che sta per iniziare, nonostante sia lapalissiano che il rifacimento del tetto al livello attuale precluda sia il progetto del Poletti sia il recupero di posti preziosi con il loggione che in ogni antico teatro che si rispetti rappresenta un po' l'anima popolare ma competente di molti appassionati sia di lirica ma anche di teatro. 

Ma su questo stanno lavorando i due documenti in via di definizione, maggioranza ed opposizione, possibilmente da fondere in un unico, che verrà sottoposto al voto del consiglio. 
Tre sono i cardini di questo percorso. 
A)- Recupero dell'appalto in corso. Accertato che non è stato finora firmato il contratto con la ditta aggiudicataria e che non è stato aperto il cantiere, la legge consente una variazione del 20% nell'importo dei lavori, si ritiene quindi ben possibile una modulazione dell'appalto, nella più assoluta trasparenza, che orienti l'inizio e la prosecuzione dei lavori verso l'obiettivo dichiarato, introducendo le necessarie varianti.  
Grave sarebbe se si procedesse alla firma in questi giorni dopo tre anni di ritardo rispetto alla urgenza del consolidamento dichiarata tre anni fa. 
B)- La indispensabile collaborazione con la Fondazione CARIT, coralmente invocata da tutti. La prossima settimana, con il ritorno del presidente, urge un confronto con il sindaco ma riterrei opportuna anche una delegazione del consiglio comunale che ha raccolto il mandato della volontà popolare per chiedere a quella istituzione che si faccia innanzitutto carico, entro tre mesi, di uno studio di fattibilità economica comparativo sulla base del progetto originale dell'architetto pontificio Poletti, come avvenuto a Fano e a Rimini, e poi contribuisca, come è nella sua lunga tradizione storica e nella sua missione alla ricostruzione di quello che 170 anni fa fu inaugurato come il tempio della cultura e dell'arte di Terni, uno dei simboli basilari della identità cittadina, anche con soluzioni radicali che garantirebbero la città grazie alla gestione diretta del Teatro Verdi da parte della Fondazione CARIT. 
C)- L'impegno personale del sindaco che, sfoderando il massimo della autorevolezza, solleciti la Regione ma anche tutti i possibili sponsor privati, che peraltro avrebbero vantaggi fiscali non indifferenti, nel contribuire al successo della operazione. 

Se la Regione contribuisce con la Fondazione della Cassa di Risparmio di Perugia al recupero del Teatro Turreno, il terzo (peraltro non storico) in quella città dopo quelli storici del Morlacchi e del Pavone ben potremo anche noi a Terni ambire a riavere il nostro Teatro Verdi, per quasi due secoli tempio della cultura di una città che ha una storia antichissima, ben precedente a quella, pur importante, nata con la rivoluzione industriale. 


Quanto alle critiche dure di parte dell'opposizione su quanto fin qui accaduto, non credo di essere stato secondo a nessuno nel formularle nel corso di questi anni, ma abbandonare oggi il Teatro Verdi ad un destino di mediocrità, culturale ed identitaria, comporterebbe responsabilità anche da parte di coloro che preferiscono il nichilismo del tanto peggio tanto meglio che non appartiene.


Sabato 25 febbraio, dalle ore 9.30 alle 13.15, presso i locali del Centro di aggregazione giovanile Sant'Efebo di Terni (Piazzale Bucciarelli, 1) gli interessati, singoli o associazioni, alla realizzazione di orti e giardini urbani nel territorio del Comune di Terni sono invitati a partecipare a "I futuri orti a Terni, Laboratorio partecipato" per avviare una discussione e tentare di proporre -laddove possibile- modifiche o integrazioni alla bozza del "Regolamento per la conduzione e la gestione di orti urbani" che la Seconda Commissione Consiliare di Terni ha deliberato recentemente.

Il Laboratorio si inserisce all'interno dell'iniziativa orti e giardini di comunità per la promozione della salute e la coesione sociale organizzato dall'A.S.C.R. Guglielmi onlus, ANCeSCAO Umbria Sud, e la locale sezione di Italia Nostra onlus e realizzato con il supporto e la collaborazione del Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Terni.


In occasione della giornata mondiale delle malattie rare (28 febbraio), nella giornata di sabato 25 febbraio (la mattina dalle ore 9 alle 12 e il pomeriggio dalle 17 alle 19) la Clinica Dermatologica dell’ospedale di Terni promuove un open day per sensibilizzare la popolazione sul problema delle malattie rare e fornire ai cittadini informazioni sulle patologie che in particolare riguardano la pelle e sull’attività svolta nel centro ternano. 

Situata al quinto piano del corpo centrale dell’ospedale, la Clinica Dermatologica di Terni  è già da anni centro regionale di riferimento per molte malattie rare della pelle.

Sono definite rare le malattie che colpiscono un numero ristretto di persone. 
Dal momento che alcune malattie possono presentare una frequenza diversa in diverse regioni del mondo e popolazioni, ogni Paese stabilisce autonomamente il limite di frequenza per le malattie rare.  In Europa una malattia è considerata “rara” quando colpisce non più di 5 persone ogni 10.000 abitanti, che significa una persona ogni 2.000.

“Ma la bassa prevalenza nella popolazione – spiega la professoressa Manuela Papini, direttore della Clinica dermatologica di Terni - non significa che le persone colpite da malattie rare siano poche. Attualmente sono conosciute circa 7.000 diverse patologie rare, ma questa cifra cresce costantemente con l’avanzare della ricerca medica. 
Anche a Terni i dati confermano che questo tipo di malattie sono sì rare, ma non eccezionali. “La Clinica Dermatologica di Terni – prosegue la professoressa Papini - ha in cura attualmente circa 200 persone: 40 con malattie bollose autoimmuni (di cui ben 16 nuovi casi di pemfigoide e pemfigo diagnosticati nel 2016), 85 (di cui 20 nell’ultimo anno) seguite per lichen sclerosus, e 72 con neurofibromatosi 1, in gran parte seguiti da un team multidisciplinare”.

Le malattie rare per l’80% sono di tipo genetico ma comprendono anche molte altre patologie di origini e tipologie assai diverse, per esempio alcune forme non comuni di infezioni, tumori, malattie autoimmuni e degenerative. Le malattie rare possono colpire tutti i distretti e i sistemi del corpo umano, anche più di uno contemporaneamente, dall’apparato digerente a quello respiratorio, dalla pelle al sistema nervoso e così via. Le malattie rare di origine genetica si manifestano spesso fin dalla nascita o nei primi anni di vita, ma molte altre si presentano nell’adulto e a volte anche in età avanzata.  La quasi totalità delle malattie rare sono anche croniche e invalidanti, e il paziente affetto deve convivere con il problema per tutta la vita, con un importante deterioramento della qualità di vita.

La pelle è interessata da tantissime malattie rare, molte di origine genetica e alcune molto rare, ma anche da tante altre patologie di origine diversa. Molte persone ignorano di avere una malattia che rientra nel gruppo delle malattie rare, ed ignorano anche che nella loro città o regione possono trovare un centro di riferimento in grado di offrire loro tutte le prestazioni diagnostiche e terapeutiche adeguate e di certificare la loro malattia e il loro diritto ad usufruire delle agevolazioni previste.

La Clinica Dermatologica di Terni è stata riconosciuta quale centro di riferimento regionale per la diagnosi, la cura e il monitoraggio di molte malattie rare della pelle tra cui: il lichen sclerosus, genitale e non, il pemfigo e i pemfigoidi, la dermatite erpetiforme (che può essere considerata la “malattia celiaca della pelle”), le connettiviti indifferenziate, ladermatomiosite, l’angioedema ereditario, la sindrome del nevo displasico. Tra le malattie genetiche, la più comune è la neurofibromatosi, che interessa soprattutto il sistema nervoso e la pelle e proprio a livello della pelle mostra le sue prime e più evidenti manifestazioni. Per gestire questa patologia, spesso molto complessa, si è costituito nell’ambito dell’Azienda ospedaliera S. Maria di Terni un gruppo multidisciplinare che vede la collaborazione stretta di tutte le figure specialistiche (dal genetista al neurologo, dal dermatologo all’oculista, dal pediatra all’internista, dal neurochirurgo al fisiatra, ecc.) coinvolte nella gestione di questi pazienti.

Per le persone affette da malattie rare il Sistema Sanitario Nazionale prevede particolari forme di tutela: esenzione dalla partecipazione al costo di tutte le prestazioni sanitarie incluse nel Livelli essenziali di assistenza (LEA) necessarie per la diagnosi e il trattamento, e creazione di una rete di presidi sanitari per l'assistenza. Il Decreto Ministeriale 279/2001 dispone che vengano erogate in esenzione tutte le prestazioni specialistiche (diagnostiche e terapeutiche) appropriate ed efficaci per il trattamento ed il successivo monitoraggio delle malattie rare accertate e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti.





di Gigi Manini

Scontro delicatissimo e di importanza fondamentale per la Ternana nella 5 giornata del girone di ritorno della stagione cadetta 2016-2017 contro il Latina di mister Vivarini, invischiato come i rossoverdi nella lotta per la salvezza, ed in crisi , come i rossoverdi, di gioco e di risultati. 

I nerazzurri hanno infatti perso le ultime 4 partite di campionato e precedono i rossoverdi di soli 3 punti, inoltre corrono il serio rischio di essere penalizzati di 1 o piu' punti, per via di inadempienze dovute alla crisi societaria che li attanaglia ormai da molti mesi. 

Negli ultimi giorni si dovrebbe essere aperto uno spiraglio per la società pontina, e pare che si possa procedere verso un fallimento pilotato guidato dall'imprenditore Mancini, che potrebbe significare per i nerazzurri il mantenimento del titolo sportivo e della  categoria, purché riescano a conseguire la salvezza sul campo. 

Fondamentale e' dunque lo scontro diretto del Liberati per due squadre che, come abbiamo detto, arrivano entrambe da una serie di risultati negativi e si trovano in una situazione di profonda crisi. 

Il Latina e' guidato in panchina, come accennato sopra, da Vivarini, tecnico molto preparato, ex Teramo, che non merita sicuramente di trovarsi nella situazione che si e' determinata nella squadra e nella società nerazzurra negli ultimi tempi.
Vivarini schiera abitualmente la sua squadra con un 3-4-3 assai elastico, modulo che sarà probabilmente  adottato anche a Terni. 

In porta giocherà Pinsoglio, arrivato in estate in prestito dalla Juventus, nel cui florido settore giovanile e' cresciuto, negli anni scorsi in prestito anche a Vicenza, Modena e Livorno, fino a collezionare più di 150 presenze in serie B, portiere molto alto e molto bravo tra i pali, spesso pero' discontinuo nel rendimento. 

In difesa, schierata rigorosamente a tre, dovrebbero trovare posto  sicuramente l'ex rossoverde Brosco, alla Ternana nel 2012-2013, cresciuto nel settore giovanile della Roma, ex anche di Triestina e Pescara, ormai alla quarta stagione a Latina, con la cui maglia ha già giocato più di 120 partite in serie B, difensore molto alto e forte in acrobazia, temibile anche in area avversaria quando sale a colpire di testa sui calci piazzati, e l'italo argentino Dellafiore, difensore esperto e molto forte fisicamente, rude e deciso negli interventi, molto attento in marcatura,  di certo non  rapidissimo, il quale ha girovagato per molte squadre  in carriera indossando molte maglie tra cui quelle di Palermo, Torino, Parma e Siena, arrivando a collezionare circa 120 presenze in serie A, mentre l'altro posto dovrebbero giocarselo lo spagnolo Garcia Tena, anche lui giunto in estate in prestito dalla Juventus, l'anno scorso sempre in prestito prima a Como poi a Crotone, difensore classe 95' molto interessante in prospettiva, bravo in marcatura ed anche ben dotato tecnicamente, oppure Coppolaro, giovanissimo classe 97 giunto in prestito nel mercato estivo dall'Udinese, difensore anche lui molto alto e forte di testa, alla prima esperienza nel calcio 
professionistico, oppure ancora Bruscagin, capitano e bandiera dei nerazzurri pontini, ormai alla sesta stagione con la maglia nerazzurra, alla quale e' molto attaccato e  con la quale e' salito nel 2013 dalla Lega Pro alla serie B, ex Grosseto, prodotto del settore giovanile del Milan, calciatore di categoria dotato di grande grinta e forza fisica, duttile e capace di giocare in tutti i ruoli della difesa con grande spirito di adattamento e sacrificio. 

A centrocampo, schierato a quattro, dovrebbe giostrare a destra il rumeno Nica, giunto in estate in prestito dall'Atalanta, l'anno scorso sempre in prestito ad Avellino, esterno molto veloce che può giocare in difesa o a centrocampo, cresciuto in patria nel settore giovanile della Dinamo Bucarest, al centro dovremmo trovare Bandinelli, acquistato definitivamente in estate dalla Fiorentina dopo aver già giocato in prestito a Latina l'anno scorso, centrocampista  classe 95' molto interessante ed eclettico, che sa esprimersi bene in tutti i ruoli del centrocampo, ed il keniano Mariga, nazionale del suo paese, esperto centrocampista che ha giocato per molte stagioni con l'Inter ed il Parma, già l'anno scorso a Latina, calciatore molto potente fisicamente, dotato anche di una buona tecnica individuale, di una buona visione di gioco e di un gran tiro da fuori, ma sicuramente non velocissimo, mentre a sinistra c'e un dubbio se inserire il rientrante Di Matteo, squalificato contro il Novara, ex tra le altre di Vicenza e Palermo, l'anno scorso a Lanciano, esterno di piede mancino che sa coprire tutta la fascia, anche lui indifferentemente difensore e centrocampista, molto abile a scendere sulla fascia e nei cross, oppure schierare lo  spagnolo Garcia Tena, se dovesse perdere il ballottaggio per coprire il ruolo di difensore di sinistra. 

Dovrebbe invece partire dalla panchina De Vitis, arrivato in prestito in estate dalla Sampdoria, l'anno scorso in prestito alla Spal, ex anche di Parma, Modena e Padova, figlio d'arte di Toto' De Vitis, grande attaccante della serie cadetta negli anni 80 e 90, centrocampista offensivo abile negli inserimenti in area di rigore e dotato anche di un ottimo tiro da fuori. 

In avanti scelte pressoché obbligate, vista la squalifica di Roberto Insigne, fratello del più famoso Lorenzo, attaccante del Napoli, trattato a lungo anche dalla Ternana nel mercato di gennaio, anche lui di proprietà del Napoli, giunto in prestito a Latina proprio nell'ultima sessione di mercato invernale, espulso sabato scorso contro il Novara. 

I tre dovrebbero essere Buonaiuto, pure lui arrivato nell'ultima sessione di mercato invernale, in prestito dal Perugia, che Vivarini ha già avuto a Teramo, attaccante esterno rapido, bravo soprattutto negli assist per i compagni, Corvia, esperto e sempre temibile attaccante classe 84', ex rossoverde nel lontano 2005-2006, alla seconda stagione a Latina, ex anche di Siena, Lecce e Brescia, il quale ha collezionato in carriera più di 200 presenze e circa 80 reti in serie B, centravanti ancora tra i più forti della categoria  per le sue doti di testa ed  in acrobazia, il tiro secco e potente e l'immutato fiuto del gol ed opportunismo in area di rigore e De Giorgio, anche lui attaccante molto esperto classe 83', ex Perugia e soprattutto, per molte stagioni, Crotone, club nel  quale e' stato per lunghi anni protagonista, fino alla storica promozione in serie A della stagione scorsa, arrivato in prestito anche lui nel mercato di gennaio proprio dalla squadra calabrese, nella quale quest'anno aveva finora avuto poco spazio, attaccante esterno o trequartista molto tecnico ed estroso, spesso discontinuo nel rendimento, ma incontenibile se in giornata, in possesso anche di un ottimo tiro da fuori e per questo temibile nei calci piazzati. 

L'arbitro sarà il sig.re Sacchi di Macerata.


mercoledì 22 febbraio 2017

Un bus di busitalia finisce con le ruote posteriori in un piccola voragine a Maratta, nei pressi della rotonda dell'Asm.
VVF al lavoro con l'autogru per riportare il bus sulla sede stradale. Nessun ferito.


martedì 21 febbraio 2017




Una manifestazione di altissimo valore artistico e di grande qualità che va ad arricchire l'offerta culturale e turistica non solo di Terni, ma dell'Umbria nel suo complesso: è Umbria Jazz Spring, il Festival di Primavera, in programma dal 14 al 17 aprile a Terni. 

L’edizione zero del grande evento che coniuga momenti di spiritualità legati alla Pasqua con altri più leggeri e più appropriati al clima di vacanza, è stata presentata stamani a Terni alla presenza del vicepresidente della Regione Umbria con delega al Turismo, Fabio Paparelli, dell’assessore regionale alla Cultura, Fernanda Cecchini, il vicepresidente della Fondazione Umbria Jazz, Stefano Mazzoni, del sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, del vescovo di Terni, monsignor Giuseppe Piemontese, del il vicepresidente della Fondazione CARIT, Ulrico Dragoni, del responsabile delle relazioni esterne di ERG, Giuseppe Consentino, del direttore artistico di Umbria Jazz, Carlo Pagnotta. 




Umbria Jazz a Terni rappresenta una vera e propria ripartenza e questa edizione ci piace dedicarla, dichiara Paparelli, ad Alberto Provantini, a cui si deve la straordinaria idea di Umbria Jazz così come anche a lui dobbiamo la felice e fortunata intuizione dello slogan 'Umbria cuore verde d'Italia'. 
Provantini e Carlo Pagnotta hanno dato all'Umbria una manifestazione prestigiosa che ormai contribuisce ad identificare la nostra regione nel mondo.



“In questo momento così delicato per l'Umbria - ha concluso Paparelli - l'auspicio é che il Festival di Primavera rappresenti un segno di crescita culturale della nostra comunità, un nuovo inizio anche all' insegna della solidarietà. 

“La Regione ha destinato 1 milione 200mila euro del POR-FERS per rafforzare l’offerta culturale e la fruibilità degli spazi a Terni. 

UJ a Terni è la dimostrazione che si è alzato lo sguardo oltre la quotidianità e che sul territorio si sono trovate anche le giuste sinergie che hanno permesso di realizzare un progetto concreto.


sabato 18 febbraio 2017


Lo sfogo di Longarini al comunicato della curva nord e' comprensibile, e condivisibile fino ad un certo punto mentre il secondo più contenuto è indirizzato alla curva est con un tono diverso ma sempre pieno di doppi sensi.


Riportiamo i link del sito ufficiale della Ternana Calcio.


http://ternanacalcio.com/messaggio-dellamministratore-unico-simone-longarini/

http://ternanacalcio.com/messaggio-dellamministratore-unico-simone-longarini-2/


Intanto la Ternana subisce l'ennesima sconfitta per 3-1 a Bari, una partita giocata bene dal 24' quando Coppola, rientrante dopo mesi di assenza, si è fatto espellere impunemente dal direttore di gara. Senza se e senza ma. Nessuna attenuante anche se il primo giallo è stato da record.

La Ternana a parte il sussulto di Di Noia, ha visto come migliore in campo il portiere Aresti che ha limitato un passivo che poteva diventare peggiore. 

Ledesma, l'allenatore in campo, ha provato a scuotere i compagni di squadra disegnando buone geometrie ma la partita si è incanalata nel binario del Bari. Per Gautieri un altro boccone amaro da mandare giù in fretta.



Torniamo ai comunicati di giornata dell'Amministratore Unico Longarini e partiamo dalla stagione di "merda", come il Longarini la definisce, le responsabilità sono attribuibili solo a lei, dalla presenza di un direttore generale sulla carta, da un direttore sportivo giunto in corso d'opera e dalle sequenze di allenatori silurati in stile "zampariniano".

E che cosa si pretendeva con questo cronoprogramma, che la Ternana ambisse ai play-off?

Dopo la tempesta con Christian Panucci, fino all'arrivo del manager in stile inglese, Benito Carbone, da una rosa di giovani, la seconda per l'età più bassa in serie B si e' passati ad un gruppo di "giovani" degli anni 80'. Programmazione?

A parte Ledesma che e' il piu' vecchio, Diakite', Sissoko, Rossi e Acquafresca se fossero stati presi dall'inizio della stagione e guidati da un allenatore di categoria avrebbero potuto fare di più.


Condizione da rivedere e ritmo partita da costruire, risultato: qualcuno è già ai box. 

Nomi eccellenti nel mercato di riparazione ma senza la "cazzimma" non si va da nessuna parte.

Presidente, che cosa significa quando dichiara intervengo sul mercato quando ne ho la reale possibilità?

E chiederle lavoro per interposta persona?


"Forse papa'" Longarini ha aperto il portafoglio e le ha detto se andiamo in Lega Pro tocca svenderla, tra quote dissequestrate e giocatori in scadenza. 

E poi chi la compra una società di calcio, come la Ternana, in un momento di crisi e a maggior ragione in un territorio con una grave sofferenza economica?

Benissimo da qui a fine campionato le partite casalinghe ad 1 euro, prendersela solamente con lei è giustissimo mentre incitare la squadra nel tentativo disperato di mantenere la categoria è una sacrosanta richiesta. 

E la comunicazione sbagliata gestita unicamente da lei?

E' possibile che ogni società anche nelle serie minori si doti di una struttura snella ma diversificata nelle competenze, con dirigenti in ogni ruolo, perché la nostra no?


E' possibile che alla Ternana pochi addetti dovrebbero fare tutto?

Questa, mi permetta e' assenza di strategia e di puro pressappochismo, una società ben organizzata ottiene i risultati con una programmazione adeguata. 
Un uomo solo al comando è destinato ad infilarsi in un vicolo cieco.

Terni sportivamente non ha alternative senza la Ternana e su questo le confermo che non ci sono dubbi. 

Lei è un imprenditore, di famiglia, e personalmente mi aspettavo qualcosa di più.

Terni e' una città dilaniata, ripiegata su se stessa e senza decoro, dove la Ternana resta l'unico sfogo del weekend. 
Ha fotografato bene l'immagine, dove qualcuno scimmiottando gli ormai residui favori della politica vorrebbe avere la leadership. 

Il tifoso vero comunque resta tale, ama i colori e della politica se ne infischia.

Le interposte persone che lei cita, sicuramente sono vicino a lei, quando viene allo stadio.

Me lo lasci dire, ogni gesto che nella vita si compie è anche politica ma questa città distrutta non ha più bisogno nemmeno di quello. Siamo ai minimi termini. 

Quando tornerà a sfogarsi e a raccontare altri aneddoti saremo tutti pronti ad ascoltarla, senza bodyguard, informalmente e con libertà di pensiero. Ci guadagnerebbe in tutto, soprattutto di stile.

Terni è una città da serie inferiore e tutti lo sappiamo, ma visto che siamo nella serie Cadetta non lasciamocela sfuggire.

Proviamo a salvarci e a stare zitti se possiamo.

Per concludere i Presidenti passano ma la categoria potrebbe restare, non lo dimentichiamo.

Un consiglio di cuore, provi a creare una società con un'organigramma che le permetta di dormire sonni tranquilli, delineare degli obiettivi e magari guadagnarci con risultati soddisfacenti. 

Un imprenditore lavora per un business,  l'ha sempre detto, ma i risultati in questi anni fanno presupporre che si adoperi per una politica del contenimento delle perdite.









Il 19 febbraio 2017 si terrà la 7ª edizione della Maratona di San Valentino, la terra di origine del Santo patrono degli innamorati. Maratona e Mezza Maratona le gare previste.
Saranno 2500 gli atleti previsti per l'evento per eccellenza di San Valentino.
Un numero impressionante che se da una parte dimostra la bontà della proposta ternana, dall'altro il Presidente Laoreti Fabio e tutto lo staff  hanno trascorso giorni molto impegnativi per non lasciare nulla al caso. 
E proprio in questa splendida gara di generosa attenzione verso le numerose necessità che tale iniziativa comporta, ricordano l'impegno degli iscritti al gruppo ternano, delle Forze dell'Ordine, dei tanti volontari che saranno impegnati lungo le strade, dei gruppi sportivi che, come da tradizione ormai da anni, si prestano per organizzare i servizi lungo il percorso, un sostegno prezioso senza il quale difficilmente la città di Terni avrebbe potuto presentare un progetto così complesso, articolato e di qualità. 
Il grande appuntamento è stato reso possibile anche dal sostegno di tante attività economiche della città a cui va il grande grazie degli organizzatori; ma di rilevante importanza è risultato il significativo supporto del GOLD sponsor Acea, della Camera di Commercio, della Fondazione CARIT, delle Istituzioni che seppur in un contesto economico locale e nazionale di grande difficoltà, hanno saputo cogliere, in questa iniziativa una stimolante proposta di un gruppo che ha anteposto a tutto, come ha fatto in questi quaranta anni di vita associativa, il bene e la crescita della città di Terni e dell'Umbria tutta.
Una conferma di questa vocazione del gruppo viene anche da come l'Amatori Podistica Terni ha saputo promuovere il Santo dell'amore attraverso questo progetto. 
Con questa visione di amore universale partito da Terni grazie alla Maratona, che è avvenuto, ormai da sette anni, questo piccolo miracolo giustificato da radicate certezze: per domani sono previsti 2.000 partecipanti oltre ai 500 della Family run; circa 100 maratoneti stranieri arrivati da ben venticinque paesi di tutto il mondo, alberghi strapieni in città ma anche a Narni, Sangemini e nella Valnerina, attività di ristorazione esauriti, molte scuole impegnate a vari livelli, il "Palasi" oggi " è ostaggio" dei maratoneti come sede dell’expo marathon, il pasta party offerto a tutti i partecipanti alle Piscine dello Stadio, oltre 430 addetti ai servizi; insomma straordinari e positivi segnali che hanno finalmente fatto breccia nelle abitudini degli abitanti di Terni e della Valnerina che saranno lungo le strade ad incoraggiare gli atleti o che parteciperanno alla "Family e che avranno anche un po' di pazienza per qualche divieto emesso dalla Prefettura di Terni per la sicurezza degli atleti.




venerdì 17 febbraio 2017


Le Segreterie, Regionale e Provinciale della FIALS, esprimono soddisfazione per l’audizione presso la 2° Commissione Sanità Consiglio Comunale di Terni, a cui hanno partecipato anche i Direttori Generali dell’Azienda Ospedaliera di Terni, Dott. M Dal Maso, e dell’USL 2, Dott. I. Fiaschini. 

Nel merito si esprime forte apprezzamento per le comunicazioni del nuovo DG della Usl Dott. Imolo Fiaschini, circa la delibera di direzione relativa alla costruzione della Città della Salute a Terni della quale sono stati presentati i progetti. 

Detta questione rappresentava infatti la parte centrale della vertenza aperta sul territorio dalla nostra Organizzazione Sindacale nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori. 

Si esprime, inoltre, apprezzamento per i progetti comuni presentati dai due Direttori Generali sulla integrazione dei servizi a partire da quelli relativi agli Ospedali di Narni e Amelia. 

Sul fronte degli organici un primo passo importante è stato anticipato, in questa sede, dai due DG per riequilibrare i Modelli di assistenza sul territorio. 

Nel merito dei lavori della Commissione Comunale la nostra Organizzazione esprime soddisfazione per la correttezza istituzionale ed il ruolo propositivo delle minoranze sul problema più generale della Sanità che riguarda tutti i cittadini. 

La nostra OS proseguirà la sua azione politica con le prossime audizioni presso i Consigli Comunali di Narni e Amelia.

Siamo interessati a discutere con tutti, a patto che il confronto sia volto alla ricerca di soluzioni e non alla semplice elencazione delle criticità. 

Il rinnovamento in sanità non può che partire dalla base, coinvolgendo tutti i professionisti protagonisti dei processi di cura. 

Ed è questo ciò che abbiamo iniziato a fare all'ospedale di Terni. 

La mia porta è sempre aperta a portatori di idee, di soluzioni e di proposte migliorative, mentre si chiuderà progressivamente e sempre di più nei confronti di coloro che portano solo elenchi  di problemi, in certi casi cronici  e che, in molti casi, loro stessi generano o hanno generato.

Nel rinnovare quindi la mia volontà di condivisione e di dialogo, confermo anche ampia disponibilità per discutere di soluzioni. 
Basta sterili elenchi di problemi cronici.



giovedì 16 febbraio 2017


di Daniele Francescangeli
Segretario Provinciale Ugl Metalmeccanici


La Ugl di Terni dopo un lungo confronto con i lavoratori di AST ThyssenKrupp iscritti e non, ritiene che le varie discussioni in atto siano al passo delle continue mutazioni che stanno vivendo in primis i reparti e di conseguenza tutto il gruppo nel suo complesso, allo stesso modo il tutto deve essere costruttivo coinvolgendo concretamente le maestranze e l'Azienda su temi inerenti il piano industriale da tutti sottoscritto e approvato. 

La consegna di quell'atto ufficializza la volontà di rilanciare il gruppo delle acciaierie ternane attraverso la piena saturazione degli impianti. 

La Ugl ha sempre creduto al rilancio del sito ternano, risultato di un percorso che ha coinvolto tutti i dipendenti che, con sforzo e grande responsabilità, si sono fatti carico di mobilità, cassa integrazione e premi non percepiti e spesso in reparti strategici si lavora sotto organico . 

Con grande responsabilità dei lavoratori, si svolgono le azioni quotidiane che stanno rendendo efficaci gli obbiettivi sottoscritti fra le parti per il rilancio dell’azienda. 

Riteniamo però che l’ago della bilancia non debba in nessun modo (dopo la firma dell’accordo del 3 Dicembre al Mise) in questo momento, pendere a favore di nessuno ma solamente per il rilancio del sito ternano su scala internazionale con prospettive di crescita economica dei dipendenti “ Tutti”. 

Perché sulla distribuzione dei benefit ci sembra, iniziando dalle consulenze, che ci sia una sorta di roccaforte aziendale che a nostro avviso sta mettendo in crisi i costi del lavoro creando divari su chi fa una “cosa”,  e chi fa più “cose”. Riteniamo che tutto ciò non possa passare inosservato.

Certamente non viene sottovalutato da chi, come noi, sta conducendo un percorso sindacale unitario a difesa dei diritti delle persone che lavorano nella convinzione che il ciclo integrato del gruppo Ast sia un valore aggiunto per il futuro dei lavoratori e dell’intero sistema siderurgico Italiano. 

L’aspettativa che eticamente ci lega al periodo 2018 è quella di non avere percepito appieno un riconoscimento economico, ma secondo la Ugl l’impegno profuso dai Lavoratori di Ast, ogni giorno testimoniano la loro professionalità e l'attaccamento alla storia di questo stabilimento, attraverso il proprio lavoro e il loro sacrificio consentendo la “vera” disponibilità nella produzione e il raggiungimento dei volumi . 

Con queste motivazioni e molte altre possiamo spiegare come un settore come quello della siderurgia degli acciai laminati, sta vedendo una piccola ma “significativa” crescita soprattutto in Europa ridando respiro alla crisi che ci sta avvolgendo ormai da troppi anni. 

Allo stesso modo assistiamo alla “creazione di campagne rivoluzionarie” di non “nuovi” gruppi pseudo politici/ sindacali che come slogan rispolverano argomenti tipo: ambiente, amianto, occupazione e riqualificazione delle aziende. 

E' evidente che queste lunghe attese creino fra i lavoratori notevoli aspettative e per questo è importante continuare ad insistere sulla tabella di marcia costruita in modo paritetico con l’azienda, e a dare risposte su : Mantenimento del Milione di Tonnellate , impegni presi per le business Unit Aspasiel-SDF-Tubificio-Titanio e ancora, quali sono gli approvvigionamenti delle materie prime, Energia_ rottame _ Nichel e extra Leghe e non ultimo sicurezza, discarica e gara sulle scorie delle quali oggi non ne sappiamo più nulla!! 

Rispetto ai punti sopra citati,  riteniamo (come già detto in molte occasioni) che ci sia la necessità che venga fatta in modo costruttivo la stesura di un Protocollo sugli Appalti che abbia come obiettivo la tutela dei lavoratori sia dal punto di vista delle professionalità e dei diritti e sia dal punto di vista salariale evitando che su di essi si scarichino le logiche del massimo ribasso. 

Inoltre c’è la necessita di istituire con la Rls di sito una cabina di regia che "obbligatoriamente" coinvolga tutte le Rls (responsabile sicurezza dei lavoratori) di tutte le ditte presenti in azienda in modo da evitare angoli bui e soprattutto metta in primo piano la reciproca disponibilità alla prevenzione della sicurezza in tutti i suoi aspetti regolati dalle leggi vigenti. 

Riteniamo inoltre che da parte di Ast, in questa situazione di particolare rilancio, non si debba esercitare sulle ditte appaltanti azioni di sopraffazione economica nei confronti dei fornitori di servizi, altresì, diciamo alle ditte fornitrici di non scaricare sui lavoratori ribassi da esse stesse accettati pur di aggiudicarsi il lavoro evitando la pratica dei sub-appalto e garantendo, nei limiti del possibile, una omogeneità contrattuale.

Infine ci giunge notizia che non ci sia più interesse a tenere aperto il centro di finitura di Ancona. 

Se così fosse auspichiamo che come al solito ci sia una giusta informazione nei confronti di “tutte” le parti sociali e non annunci che come in passato sono risultati non del tutto veri ricadendo inevitabilmente sugli operai e impiegati del sito interessato. 

Questi e tanti altri sono gli obiettivi della Ugl Metalmeccanici che, insieme ai lavoratori, ritiene che un confronto serio sia di grande vantaggio sul futuro di tutte le parti interessate.





Dal Maso: Il nostro ospedale ha criticità e vincoli oggettivi, le soluzioni si possono trovare solo con la ridefinizione dell’assetto organizzativo, già avviata e che chiuderemo entro l’estate, che deve guardare unicamente all’interesse e alla salute del paziente e non a “singoli pezzi” dell’organizzazione,  nel rispetto della sicurezza e della qualità delle cure erogate

Il direttore dell’Azienda ospedaliera di Terni Maurizio Dal Maso fa il punto sul processo di riorganizzazione in atto all’ospedale. “Anche al di là delle situazioni contingenti – ha detto durante la conferenza stampa del 16 febbraio – l’ospedale ha dei problemi cronici, li conosciamo fin dall'inizio del nostro mandato, quasi un anno fa, e per questo abbiamo dato immediato avvio ad una ri-organizzazione, che sta procedendo unitamente alla ridefinizione logistica e poi organizzativa delle Unità operative”. Dal Maso ha elencato le criticità del nosocomio ternano dando conto delle misure programmate e di quelle già adottate in urgenza e in prospettiva.

Posti letto. Il problema dei posti letto e degli appoggi la direzione lo ha affrontato con i vincoli oggettivi che ci sono: “Considerato che 70 pazienti su 100 non dovrebbero accedere al Pronto Soccorso, ma vi accedono perché non trovano altre risposte sul territorio, abbiamo potenziato l'area medica riconvertendo posti letto sotto utilizzati nell'area chirurgica, dove la quantità di interventi, con una programmazione appropriata da parte dei primari, richiede meno posti letto di quelli attuali. Ciò ha consentito di eliminare appoggi da altri reparti su letti chirurgici, garantendo la normale attività chirurgica programmata. E per agevolare il turnover dei ricoveri e ridurre la degenza di tutta l'area medica, abbiamo anche attivato la Discharge Room e chiesto di garantire le dimissioni dei pazienti anche il sabato e la domenica”.

Vale la pena ricordare (ai cittadini che potrebbero non saperlo) che esistono degli standard ospedalieri definiti dal Ministero che fissano anche il numero dei posti letto di un ospedale. Se non è possibile aumentare i posti letto si deve allora utilizzare meglio quelli che già ci sono (a Terni sono circa 520). "Per dare soluzioni nuove ai problemi vecchi occorre riorganizzarsi e dare un segnale forte e chiaro di inversione di tendenza. La direzione  ha la  collaborazione di professionisti che non si sentono disturbati dalla prospettiva del cambiamento, con gli altri continueremo a confrontarci,  anche perché quello che preme alla direzione è l’interesse dei pazienti e quindi anche gli altri professionisti  capiranno e se ne faranno una ragione".

Integrazione urgente con il territorio e collaborazioni. Certo, non è l'ospedale Santa Maria da solo che può risolvere tutti i problemi clinico-assistenziali della popolazione di riferimento e di tutti i pazienti che arrivano dalle altre province anche extraregionali.  È necessario costruire rapidamente una vera rete clinica integrata con gli ospedali di Narni e Amelia, che deve prevedere precisi percorsi clinico-diagnostici e terapeutico-assistenziali condivisi "allo scopo di ridurre gli accessi impropri in un ospedale di alta specializzazione come il nostro, - spiega il direttore generale - agevolare le dimissioni e permetterci di aumentare le attività e le risorse per la casistica ad alta complessità, che è la vera missione della nostra Azienda". E per questo la direzione ha invitato tutti i professionisti e i rappresentanti sindacali a proporre modifiche e soluzioni diverse "che siano però  - ricorda  Dal Maso - nell'interesse del paziente e non di singoli pezzi o personaggi dell’organizzazione".

Direttori di struttura vacanti. "In tutto sono 10 - ricorda Dal Maso - e consapevoli che solo la figura di un direttore può assicurare ai reparti una gestione clinica e organizzativa efficace, abbiamo già bandito i concorsi per la copertura della direzione di Nefrologia, Ortopedia, Oculistica, Radiologia (i più urgenti con nomina e presa di servizio entro l'estate), dell’Uroginecologia universitaria,  Pediatria e Laboratorio analisi”. Poi sarà la volta della Maxillo-facciale, della Farmacia, dell’Endocrinologia. 

Dotazione organica. Per quanto riguarda le professioni sanitarie (infermieri, ostetriche, OSS, tecnici…) era stato già annunciato l’incremento di 50 unità che dopo il confronto con i sindacati sono salite a 66. La richiesta di incremento è già stata presentata alla Regione.

Sindacati di comparto e della dirigenza medica. Le nuove esigenze organizzative e le modifiche allo studio, e che saranno progressivamente attuate, sarebbero state spiegate anche alla componente sindacale medica durante la riunione del 26 gennaio scorso, ma le organizzazioni sindacali l’hanno disdetta e sono stati quindi riconvocati  a febbraio.  

I nuovi modelli organizzativi sono attualmente allo studio di sei diversi gruppi di lavoro  (dalla chirurgia a ciclo breve al percorso nascita,  ecc.)   formati da professionisti della Azienda Santa Maria e saranno presentati il prossimo 7 marzo in un incontro intitolato “L’ospedale che vorrei: traguardi e obiettivi per un cambiamento di qualità” e il 14 marzo in occasione di un convegno organizzato in associazione con Cerismas – Università Cattolica –, in cui saranno analizzati i risultati tecnici di questo lavoro e presentato il cronoprogramma di attuazione dei nuovi modelli organizzativi aziendali.

DATI 2017
Il DEA (Dipartimento Emergenza e Accettazione) dell’ospedale di Terni registra circa 43.000 accessi nall’anno, quindi una media di circa 120 pazienti al giorno con picchi che variano da oltre 150 a 80. 

Nel periodo compreso fra gennaio e metà febbraio 2017 l’ospedale ha avuto un incremento di afflusso di pazienti medici al Pronto Soccorso di circa il 30% rispetto allo stesso periodo del 2016, e questo spiega perché la direzione è intervenuta in modo radicale. 

Dal 1 febbraio sono stati ridotti drasticamente gli appoggi nei reparti chirurgici (passati indicativamente da 21 a 3 al giorno) e i letti in corridoio sono stati al massimo 2 ogni giorno e per un periodo limitato di ore. Per quanto riguarda l’area medica, la soluzione attuata, cioè la concentrazione dei pazienti al 5° piano,  ha ottenuto come effetto una migliore assistenza e una contestuale ottimizzazione dei percorsi di cura, avendo iniziato a trattare i  pazienti secondo parametri di  media e bassa intensità di cura.


A distanza di poco più di un anno dall’intenso Against The Wind che denota una già più ampia apertura verso un versante più elettrico, e dopo ottanta date nel 2015, i Mountain Men sono tornati da ottobre 2016 a calcare i palchi internazionali con l’album Black Market Flowers (Echo Production), in distribuzione dal 18 novembre.

E non saranno soli: questa nuova avventura li vedrà per la prima volta esibirsi in quartetto con Denis Barthe, il celebre batterista dei Noir Désire e produttore del disco, e Olivier Mathios (The Hyènes) al basso.


Partiti dal loro primo album Spring Time Coming, uscito nel 2009, i Mountain Men proseguono lungo la loro strada lastricata di rock, folk e blues. I Mountain Men sono un gruppo originale e singolare; trait d’union fra emozione e acuto senso dello spettacolo. 


I Mountain Men sono formati da Mat, proveniente dalle montagne di Grenoble, e da Iano, originario australiano, il duo ha saputo conquistare il suo pubblico con oltre seicento concerti (Francia, Europa e Nord America), tre album studio e due live.

mercoledì 15 febbraio 2017


http://ternipolemica.blogspot.it/2016/05/resa-dei-conti-allospedale-smaria-di.html

Sono ancora i dipendenti non sindacalizzati dell' A.O. di Terni (sopra è riportato il link della segnalazione di maggio 2016).

Riproponiamo per intero la lettera aperta che ci è stata inviata.

In questo periodo non è cambiato nulla, anzi siamo in condizioni peggiori, la tensione si taglia a fette.
Dal punto di vista organizzativo siamo tornati indietro anni luce, altro che ospedale ad alta Intensità di cure.

Riflettendo tra noi siamo convinti che non dipende dal Direttore Generale ma dai suoi collaboratori scadenti e superficiali che non sanno che significa fare assistenza al malato.
Sicuramente gli fanno vedere un altro film e quindi a causa della loro incapacità lo spingono nel baratro.

Signor Direttore, non si fidi, parli con chi sta sul campo cosi' avrà il quadro reale della situazione, senza la presenza della Direzione Sanitaria e della dirigente del personale.

All'inizio di questa esperienza abbiamo pensato, forse per buonismo, che i direttori e i dirigenti provenienti da altre esperienze lavorative e organizzative da Terni, ignari della complessità del nostro ospedale con il tempo si sarebbero integrati e calati nella nostra realtà.

Purtroppo non è stato cosi'.

Forse sono stati scelti per affossare l'ospedale di Terni?

A tutt'oggi nonostante l'accorpamento di alcune specialità (scelta scellerata), l'istituzione di un reparto "medicina appoggi" ci sono ancora i letti sul corridoio, privacy zero, dignità e rispetto delle persone dove sono?

Provate a dormire una notte sul corridoio a luci accese?

Oltre al non collegamento con il territorio, il Pronto Soccorso, non fa nessun filtro, solo Medicina difensiva.

Sono anni che si parla di riorganizzazione delle modalità operative della medicina, se un ricoverato è in una stanza di degenza affidata ad un medico e se quello non c'è, nessuno lo visita, tranne nei casi urgenti in cui interviene il medico di guardia per tutta la medicina e non parliamo delle dimissioni.

Ma un ricoverato è un utente dell'ospedale e tutti gli specialisti devono prestare la propria assistenza e non dire "questo è uno di" e "questo è del tal dottore".

L'11 febbraio si è celebrata la giornata del malato, una vera presa in giro, con difficoltà riusciamo a rispondere ai campanelli e a fare la terapia, l'igiene personale dei ricoverati quasi un optional, il personale Oss dove sta?

Alle riunioni nei vari reparti si promettono nuove assunzioni, ora ci vogliono tenere buoni usando l'alibi della pianta organica ferma a 15 anni fa.

I malati di Perugia non sono come quelli di Terni?

Le Leggi sono uguali in tutta la Regione?

Perché nei reparti con equale patologia hanno un diverso numero di personale?

A Terni si recluta a soggetto, si da il personale solo a quelli che sono raccomandati dai vari poteri o se fanno i fidi scudieri a chi gestisce il personale e/o a qualche sindacato in auge in quell'arco di tempo.

I sindacalisti ora mettono le bandiere, dichiarano lo stato di agitazione ma alcuni di loro non ci incantano più, sapete perché?

Davanti fanno la scena: poi in processione vanno nelle "segrete stanze" a chiedere favori per i loro iscritti, talvolta impresentabili o partecipano alla stesura di nuovi modelli organizzativi, l'importante è mettere nella casella giusta i loro protetti e chi lavora con serietà e impegno va rottamato.


Perché invece non lottano per cambiare il profilo lavorativo per gli infermieri che non fanno più assistenza diretta al malato e che prendono l'indennità infermieristica come chi fa i tre turni?

Non è una truffa?

La Corte dei Conti potrebbe avere da dire.

Per fortuna che tra noi, parliamo e non abbiamo le bende sugli occhi, e sappiamo bene a quali posizioni organizzative rivolgerci.

A chi sa cosa significa fare assistenza e cerca di risolvere i problemi ed è educata.

Purtroppo in alcune occasioni evitiamo perché c'è chi risponde strillando o in modo maleducato o a chi fa parte del cerchio magico e va a riferire, quindi meglio evitare ritorsioni. 
Prossima ad una fulgida carriera.

Questi sono solo alcune testimonianze di vita quotidiana.

Facciamo appello al signor sindaco, all'assessore alla sanità di intervenire e svolgere appieno tutte le attività e le decisioni necessarie alla tutela della salute pubblica come la legge impone.

Ai responsabili dell'università, noi e le nostre famiglie abbiamo investito nella formazione universitaria, nella possibilità di crescere culturalmente e professionalmente nella speranza di dare una corretta assistenza e poter progredire nel lavoro per meritocrazia, ma a Terni non è cosi.

L' A.O. è universitaria o lo è solo sulla carta?

Non dovete voi partecipare alle scelte?

I dipendenti non sindacalizzati vi chiedono di intervenire.



martedì 14 febbraio 2017



La processione è partita quesa mattina 14 febbraio, Santo Patrono, con un corteo delle istituzioni civili e militari e con i rispettivi gonfaloni, da palazzo Spada e ha raggiunto la Cattedrale accolto dal vescovo Giuseppe Piemontese. 




Per favorire la partecipazione di sacerdoti, diaconi e fedeli al solenne pontificale, dalle 8.30 alle 12 sono state sospese le celebrazioni della santa messa e di altri riti religiosi nelle varie chiese.

Alle 9.30 si è tenuta la celebrazione del solenne pontificale presieduto dal vescovo Piemontese al Duomo di Terni.

L'omelia di Padre Piemontese.

Il saluto alle Istituzioni, autorità civili e militari, sacerdoti e ministri vari, fedeli tutti, convenuti nel momento culminante della festa del nostro Patrono, San Valentino.

L’allegria della festa questo anno è più contenuta a motivo dalle conseguenze del terremoto, che osserviamo anche nella nostra città, ma soprattutto in territori a noi vicini; ai disagi che vive la gente, vanno ad aggiungersi le angustie di una crisi economica che sembra non aver fine.




La nostra città si è ritrovata a piangere la morte tragica di uno dei suoi figli, Alessandro Riccetti, giovane e laborioso, vittima nell’Hotel Rigopiano. 

La testimonianza di civile solidarietà e di forte unità, sperimentate nel giorno del funerale, ha dimostrato ancora una volta, la ricchezza di umanità presente nella nostra gente.

Essa è frutto di un seme germogliato dal magistero e dal martirio di san Valentino, che oggi onoriamo, in modo particolare, in questa solenne celebrazione.

Vogliamo pregare per le nostre città, per la gente che soffre, per i giovani, per la nostra Diocesi e per tutti noi che confidiamo nel patrocinio di san Valentino.




San Valentino conosce i suoi cristiani, con loro stabilisce una relazione di profonda affinità e condivisione. 

Insieme a loro si rende disponibile allo Spirito Santo  perché si riproduca il rapporto di amore che c’è tra Gesù e il Padre, tanto intimo da essere una cosa sola. 

E’ questo il modello che proponeva ai giovani fidanzati, agli sposi che Lui benediceva, alle famiglie che accompagnava. 

La relazione di amore stabilita in Gesù con i suoi cristiani, era senza falsità, senza misura, completamente gratuita, suggellata col dono della sua vita offerta fino al martirio.




Come al profeta Geremia, circondato da un clima ostile di falsi uomini religiosi, capi del popolo, sacerdoti e scribi, anche a Valentino perseguitato,  sono rivolte le parole rassicuranti del Signore: “Non aver paura di fronte a loro, perché io sono con te per sorreggerti”.

E’ l’esempio e il segreto  per la vita di coloro che sperimentano la rigorosa responsabilità delle scelte, della fragilità dell’amore e della convivenza coniugale: non cedere a compromessi e agli attacchi disgreganti dei modelli accattivanti della nostra società liquida e consumistica.

E Valentino, dopo il dono di una lunghissima vita, trascorsa come servitore della gioia dei suoi fedeli, suggella la sua fedeltà all’amore  per il suo gregge, con il  dono finale del martirio. 

Il salmo responsoriale ci richiama le parole di lode sulla bocca di Valentino nell’ora della morte, come consegna per tutti noi: ”Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. In mezzo alle genti narrate la sua gloria, a tutti i popoli dite le sue meraviglie”.



Insieme al messaggio riguardante la “conoscenza” reciproca, che significa verità e profondità di relazione, sul modello di Crsto con il Padre, Valentino, anche quest’anno, io credo, voglia richiamarci ad una ulteriore riflessione sulla verità e autenticità della festa che celebriamo in suo onore e di tutte le feste che celebriamo nelle nostre città, in onore dei nostri Santi Patroni. 

La mia vuole essere una riflessione condivisa in questa circostanza speciale tra fedeli laici, sacerdoti, diaconi, religiosi, cittadini, istituzioni, circa la  natura, la qualità e la verità delle feste parrocchiali e patronali.

La festa patronale, è celebrazione di un intero popolo, convocato per adorare  Dio, mirabile nei suoi santi, e occasione per arricchire la fede, alla scuola della testimonianza dei Santi Patroni, che hanno inciso profondamente nella fondazione delle singole città o nel configurare l’identità civile, religiosa e cristiana di un intero popolo.

Esse, nate in anni remoti, hanno subito nel tempo modifiche e variazioni non sempre coerenti.

Ancora oggi si ripetono, si rinnovano e si rivivono tradizioni, riti secolari, processioni, cortei, manifestazioni folkloristiche che pretendono conservare la memoria dei padri, rinverdirla e consegnarla alle giovani generazioni. 

Sono “liturgie” portatrici di valori umani, civili e religiosi, patrimonio della collettività o di una determinata comunità.






In queste rappresentazioni la dimensione religiosa è chiaramente tenuta in considerazione perché dà maggiore consistenza e verità a quanto si rappresenta, anche perché buona parte della gente non darebbe piena credibilità all’evento se non fosse “sponsorizzato” dalla Chiesa, tramite le sue celebrazioni e processioni.

Possiamo affermare dunque che la rappresentazione storico-folklorica e la celebrazione religiosa si sposano fino a darsi sostegno e valore reciproco: la Chiesa celebra e attualizza i santi misteri celebrati e ricordati; i figuranti con la loro presenza, impersonando la storia,  rivivono insieme da protagonisti, la festa del Santo nelle manifestazioni civili e religiose.

Il tutto si incrementa in una competizione tra tradizioni e sagre messe in cantiere dalle comunità confinanti, anche per richiamare visitatori e turisti nel proprio territorio.


Nell’ambito della Diocesi sono numerosi i “Castelli”, che propongono saghe o sagre, rilevanti anche a livello nazionale: Narni, Amelia, Sangemini, Otricoli, Calvi. In tutti i borghi, dunque, ci si attiva per dare espressione gioiosa e popolare alla festa dei propri Santi. Anche in Terni ci si sta adoperando in tal senso.


Tutto bene? Non proprio o non del tutto.

Il processo di secolarizzazione e di scristianizzazione, che si è diffuso anche nelle nostre comunità, in molti luoghi, ha prodotto nelle celebrazioni delle feste dei Santi, una continuità di tradizioni folkloriche, smarrendo però l’humus, lo spirito e la sostanza della religione.

Da manifestazioni di fede cristiana e glorificazione e invocazione del patrocinio del Santo Patrono, spesso le feste, con tonalità diverse, assumono i connotati  di involucri senza contenuto, divenendo a volte espressioni dal sapore paganeggiante.

Manifestazioni religiose, dunque, dalla fede debole. Celebrazione del Santo Patrono, che è confinato nello sfondo o ai margini di tutto ciò che viene “rappresentato” e festeggiato. Questo purtroppo, non è un fenomeno solo locale, in varie parti d’Italia infatti, si scade in questa deriva.

Se l’origine e la natura della festa è nel nome di un Santo, è contraddizione non organizzarla, celebrarla nello spirito del messaggio e dei valori vissuti e trasmessi dal Santo.
I valori evangelici, vissuti e incarnati dai Santi, vanno oggi conosciuti e interpretati secondo lo stile e la peculiarità dei nostri santi patroni.

Le novene o i tridui di preparazione servono a far sì che tutti, dai protagonisti alle comparse minori, dai ministri ai semplici fedeli, si interroghino sulla loro fede e vita cristiana ed ecclesiale. 

Osservando i programmi delle feste si nota che viene dato sempre maggiore spazio e tempo a iniziative profane: tornei, giochi, taverne, sfilate, maratone, lotterie. 

La dimensione  cristiana, testimoniale, evangelica, caritativa,  formativa, celebrativa e orante è marginale, quasi solo pretesto per tutto il resto.  La proposta di un progetto più impegnativo dal punto di vista cristiano, trova l’intralcio dell’insofferenza, a volte del  rifiuto o peggio del boicottaggio. 

E’ triste vedere per la riflessione e la preghiera del novenario di preparazione alla festa del santo, uno sparuto numero di cristiani presenti, a volte prevalentemente persone anziane, mentre  nelle stesse sere, gente intenta a preparare cortei e tornei, o pronte per la serata danzante o per la taverna e altro.
Purtroppo si  verifica anche il caso  di comitati-feste, Proloco e anche singoli personaggi, che impongono le loro proposte e decidono su  quando, come e dove benedire, celebrare e accompagnare la processione o il corteo di un evento, ormai dai pallidi ricordi cristiani.

Responsabili della vita cristiana, della comunità cristiana sono il vescovo e il parroco, che comunque insieme ai laici, devono trovare le modalità più adatte per rendere onore al Santo patrono e celebrarlo degnamente e cristianamente.

Come si può evincere da quanto detto, si impone una seria riflessione sul tema delle feste patronali o parrocchiali, sulla loro qualità di feste cristiane o folkloristiche o semplicemente laiche.

Le feste patronali non possono essere occasioni per manifestazioni di cattivo gusto o per ubriacarsi o peggio molestare o procurare danni.

Inoltre è anche da considerare la  proporzione tra i denari che si spendono per festeggiare  (luminarie, cortei, concertini di cantanti, ecc.) e quelli che si impiegano per la solidarietà e la carità, che è la prima testimonianza che i Santi Patroni hanno dato e promosso.
           
Infine, consentitemi un ultimo appello.



In questa festa di San Valentino, padre e amico dei giovani, non possiamo non rivolgere a lui una accorata supplica perché ispiri quanti hanno responsabilità politiche, amministrative, di impresa a occuparsi fattivamente  della piaga della disoccupazione giovanile.

In Italia e nel nostro territorio viene riportata la cifra drammatica del 40% dei giovani senza lavoro. E che pensare degli oltre due milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni (Generazione Neet) che non sono iscritti né a scuola né all’Università, che non lavorano e che nemmeno seguono corsi di formazione o aggiornamento professionale ?

Anche noi, forti della testimonianza e del patrocinio di S. Valentino, vogliamo trovare il modo per testimoniare ai giovani la nostra vicinanza concreta e operosa.

Cari fratelli, la festa del Santo Patrono è occasione di riflessione sui temi vivi della nostra comunità civile ed ecclesiale per riaccendere la speranza nella nostra vita personale e nella comunità. Contiamo sull’aiuto “Paterno” (=patrocinio) di san Valentino, che invochiamo insieme in questa solenne  Eucarestia. Gesù ci ascolti e ci benedica.

Alla fine del solenne pontificale in Duomo la frase del vescovo Piemontese ha sancito il permanere di una frattura grave: «Come sapete ora non ci sarà nessuna processione, ma chi vorrà potrà raggiungere autonomamente la Basilica di San Valentino». E lui, in Basilica, non c’era.






Il Sindaco con un intervento breve e coinciso si augura che San Valentino illumini gli amministratori di questa città.


Il Santo dell'Amore avvolto dalle polemiche anche quest'anno  ha perso il suo appeal, una cattedrale non gremita e un vescovo esasperato nella sua omelia hanno confermato il degrado culturale e religioso di una città. 

E per fortuna che domenica la città, grazie alla Maratona di San Valentino si riempirà di atleti e turisti.

Con una diplomazia sincera, le ragioni dei residenti di San Valentino e non solo, si sarebbero sposate con quelle del vescovo Piemontese. Paglia docet.

In qualsiasi città del mondo il Santo Patrono e Santo dell'Amore avrebbe portato cultura, religione e business. "San Valentino lo sa e difatti fa meno rumore del Vescovo Piemontese".



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